Blu Oltremare: quanto basta per dire l’amore.

Luigi De Luca 3 Maggio 2026
Blu Oltremare: quanto basta per dire l’amore.
Pubblicato nella collana La bottega delle idee diretta da Giuseppe Ferraro, Antonio Porcelli esordisce con Blu Oltremare. Esercizi di fenomenologia dell’amore (IOD Edizioni).

Lo scorso 18 aprile Blu Oltremare è stato presentato presso lo Spazio Nicotera in via Collegiata, dove a dialogare con l’autore sono stati il filosofo Giuseppe Ferraro e il professore Francesco Prudente (presidente dell’associazione Un Boccale di Sofia), che insieme a L’Ora D’Aria ha curato l’organizzazione della serata nella quale il testo di Porcelli è diventato il pretesto per avviare una discussione sull’importanza delle emozioni nell’“epoca anestetizzante del capitalismo”.



Scorrendo le pagine del libro, si nota subito non solo l’esigenza di annotare quello che l’autore chiama il “materiale emotivo”, raccolto nel corso degli anni, ma anche l’urgenza di proporre una scrittura olistica capace di ‘muovere da dentro’ il pensiero: tra poesia, filosofia e giornalismo culturale Antonio Porcelli si propone come mediatore di un linguaggio che tiene insieme le cose senza spiegarle. Le annota. Le ordina. Le propone. E poi lascia al lettore l’arduo compito di attraversarle secondo le proprie umane contingenze.



Due libri in uno: l’uno non spiega l’altro né lo completa. Leggerne uno, entrambi, oppure nessuno, dipende dal tempo. Il tempo che ci concediamo per soffermarci su ciò che non vediamo quotidianamente, ma che fermenta dentro di noi. Ci scuote, ci addomestica senza neppure chiedere il permesso. Proprio per questo – scrive Porcelli – ci sarebbe davvero bisogno di un’ora al giorno di poesia (26). O meglio ancora: di una parola al giorno, come a voler sfogliare un vocabolario delle emozioni e delle circostanze dell’essere, così come credo si presenti il libro nella sua pratica funzione.



Ma c’è di più. Alcuni testi/versi sembrano addirittura suggerire dei motivi musicali, in procinto quasi di trasformarsi in strofe, canzoni da cantare: scenario del tutto possibile visto l’enorme retroterra musicale di cui è intriso l’autore. Vero anche – come hanno scritto molti - che Blu Oltremare non si presenta come un libro moralista. È però vera ed evidente l’impronta morale con cui Porcelli affronta le sue argomentazioni. Oltretutto non c’è nulla di male. Lo fa da vero filosofo, esercitando la coscienza nella sua complessità. E lo fa da vero musicista e conoscitore di musica qual è, imparando a gestire la voce, il cui continuo e costante esercizio dischiude l’uomo, il cielo, il mare. Oltre: Dove la vita succede – come scrive Paoli – accade senza sapere come. Se lo sapessimo, non sarebbe la vita. 



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