I SENTIERI DELLA MEMORIA: "Come eravamo"?
Luigi De Luca 6 Febbraio 2022
Poetico. Rispettabile. Professionale.
Come il Farmacista di una volta. Si ritira nel suo piccolo laboratorio creativo, accende la fiammella dei ricordi e riscalda il cuore, necessario a raccontare una vita vissuta tanti anni fa. È questa la giusta cura prescritta dal medico-cardiologo Mario Bonagura ai suoi concittadini nel volume “Come eravamo (ricordi di vita palmese) -2a edizione-” (Michelangelo 1915 Editore, marzo 2007).
Un “Belvedere” di occasioni per tornare a camminare a piedi nudi tra i vicoli del proprio paese; assaporare ancora una volta l’arte dei “pupari” di piazzetta Ferrari, via Parrocchia, via san Felice; ascoltare la voce calda e possente di “Nufriello” il banditore che annuncia un film al cinema “Zara” o alla sala “Ariston” di piazza de Martino. Le “scapigliate”, simbolo tangibile di un lungo calvario dell’uomo di allora tra incurabili mali, le due guerre mondiali, i bombardamenti del ’43, il dopoguerra, il terremoto dell’ottanta. Eppure «Protegam Civitatem Istam» (proteggerò io questa città), recita la voce antica di un Biagio armeno sull’arcata centrale della Chiesa Madre di Palma. Una memoria cosciente - quella di Mario Bonagura – capace di far rivivere con toni di colore anche il tempo dei musici ed artisti in un Carnevale palmese tutto da scoprire. Insomma: una sintesi storica di “deliziosi quadretti” paesani, da rileggere ancora con appetito e leggerezza proprio “come un’ape che se posa su un bottone de rosa” (Trilussa).

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